Come guadagnano i bookmakers? Il playout e l’edge del banco

Il payout e l’aggio sono due concetti che uno scommettitore consapevole e vincente deve conoscere e saper calcolare.

bookmakers

Vi ricordate quando parlavamo di value bet, scommessa per valore? Vi rinfresco la memoria sul payout e la commissione del bookmaker. Facciamo un esempio. Partita Lazio-Fiorentina, con le seguenti quote:

  • Lazio @1.45 (68,96%)
  • Pareggio @4.50 (22,22%)
  • Fiorentina @7.50 (13,33%)

Per ricordarvi come si calcolano le probabilità di uscita dell’ evento (per esempio vittoria della Lazio), è semplicissimo:

  • 100/quota uguale probabilità
    quindi nel caso della Lazio è il 68,96%.

In teoria, in un mondo perfetto, la somma delle probabilità dei tre segni dovrebbe essere 100. In realtà se facciamo bene i conti è 104,51%.

Questo vuol dire che il bookmaker ha un vantaggio del 4,51% statistico, un margine ben definito che si chiama aggio e che può variare dal 2% al 6% ma su certi siti e in alcune side bets o mercati secondari, può arrivare addirittura all’8%. Nel betting exchange in genere è dell’1% (ma c’è una commissione applicata sulle vincite, in genere il 5% ma può essere anche il 2%).

Nel caso di Lazio-Fiorentina, se i risk manager del bookmaker sono bravi a gestire il rischio e bilanciare i volumi raccolti, avranno un guadagno matematico di oltre il 4,5%, comunque finisca il match, se il rischio è stato ben bilanciato dai quotisti ed in proporzione il book ha raccolto in proporzione somme congrue su tutti e 3 i segni, ma questo è un altro discorso. Su questo aspetto ci ritorneremo.

In ogni caso grazie ad una lavagna favorevole, se i bookies sono abili nel spostare la linea delle quote per bilanciare i volumi, si garantiranno un profitto certo.

Se invece sbagliano anche solo una quota, rischiano di essere puniti dal mercato.

Lo scommettitore, invece, non punterà mai con quote che rispecchiano fedelmente le effettive probabilità di uscita dell’evento, ma punterà su quote con percentuali influenzate negativamente dall’aggio.

Avete mai visto, per fare un esempio (lo scrivo per i meno esperti), quote under / over 2.5 o goal – no goal a 1.95-1.95 o addirittura 1.90-1.90? Vuol dire che il book ha stimato le probabilità al 50% (quello che in termine pokeristico si chiama coinflip, lancio della monetina) ma il book trattiene per se una commissione rilevante. Le quote eque dovrebbero essere 2.00 – 2.00 ed invece sono entrambe inferiori.

Stesso discorso: ipotizziamo il lancio di una monetina ben bilanciata. Le probabilità sono al 50%, le quote dovrebbero essere 2.00 ed invece sono 1.90. In questo caso il banco conserva per sé il 5,2%.

Questo è uno svantaggio importante anche per un bettor che scommette solo su un evento (singola) ed è per questo motivo che i professionisti sono sempre alla ricerca di value bets, ovvero di quote sbagliate del bookmaker, proprio per invertire questo svantaggio.

Nel prossimo articolo parleremo delle multiple e di come l’aggio si moltiplichi a svantaggio del punter.

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