Scommettere con quote alte o quote basse? Sulle favorite o underdogs? Ecco cosa dice la statistica…

Premesso che ognuno ha il suo metodo vincente: c’è chi punta su quote più alte, chi su quote più basse. L’importante è essere bravi ad individuare il valore, in base anche agli spostamenti del mercato.

Ma, tendenzialmente, conviene più puntare con quote alte o basse?

Nel corso degli anni ho scoperto che un gruppo di professionisti inglesi molto stimati, scommetteva quasi esclusivamente su short odds o comunque su quote inferiori a 2.

Sinceramente nei primi anni, quando mi sono approcciato alle scommesse, credevo che ingenuamente il valore sulle quote fosse su quelle più alte, in ogni caso sugli underdogs. Come molti bettor dilettanti, mi sbagliavo.

value-quote

Ho cercato di studiare e fare ricerche sul perché questi professionisti selezionavano solo scommesse con quote più basse. Lo stesso modo di piazzare le puntate lo avevo notato su alcuni tipster vincenti.

Non c’è valore su Real, Barca e Bayern

Statistiche alla mano, è certo che scommettere ad esempio su Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco è da folli: le quote sono troppo schiacciate in basso, non c’è assolutamente valore (e ve lo dimostreremo nei prossimi articoli). Poi ho iniziato a consultare diverse fonti in Gran Bretagna ed ho scoperto che, soprattutto nell’ippica ma anche nel calcio, la massa di amatori e gamblers condiziona il mercato, creando valore proprio sulle favorite.

Il comportamento degli scommettitori amatori

Nelle singole il gambler è attratto più (in proporzione) dalla quotona, preferisce puntare su una quota a 9 rispetto a 1.20, a prescindere dove sia il valore. Con le sue 10 sterline non ha alcun senso puntare sulla favorita a 1.20, sogna il colpaccio mentre è al pub con gli amici, e confida di portarsi a casa un profitto netto di 80 pounds.

Questo comportamento è ben descritto nel libro “Fixed Odds Sports Betting: Statistical Forecasting and Risk Management”. E le conseguenze sul mercato sono importanti, perché per bilanciare il rischio, i quotisti devono abbassare le quote sull’underdogs e inevitabilmente alzare quelle sui favoriti.

Addirittura diversi bookies scaricano la commissione (l’aggio) interamente sull’underdogs. Un comportamento che abbiamo riscontrato parecchie volte soprattutto nel tennis.

Puntare sull’underdogs, con certe lavagne, è un suicidio, soprattutto nel tennis ma non solo. Anche nell’ippica i bookies hanno dei margini enormi sugli sfavoriti.

Spostamento della linea delle quote

In ogni caso, questo spostamento della linea delle quote, crea un vantaggio per lo scommettitore abile e furbo. E’ una teoria condivisa e gridata ai quattro venti da Joseph Buchdahl, autore del libro Fixed Odds Sports Betting: Statistical Forecasting & Risk Management e co-gestore del sito Football-Data. Il sito ha pubblicato una ricerca con un campione di 150.000 scommesse.

La ricerca: campione di 150.000 bets

Football Data ha analizzato questo campione con una serie di partite di football per le stagioni che vanno dal 2005/06 fino al 2010/11 e riguardano i principali campionati europei.

Vediamo i risultati prendendo le quote medie dei bookmakers:

Quota – payout

  • Inferiore 1.5 – 97.74%
  • Tra 1.5 e 2 – 93.90%
  • Tra 2 e 2.5 – 94.21%
  • Tra 2.5 e 3.25 – 90.03%
  • Tra 3.25 e 5 – 87.50%
  • Superiore a 5 – 79.55%

Tutte le quote – campione 150.018 – 89.81%

Quote migliori del mercato:

Quota – payout

Inferiore 1.5 – 101,25%
Tra 1.5 e 2 – 99,13%
Tra 2 e 2.5 – 100,25%
Tra 2.5 e 3.25 – 97,73%
Tra 3.25 e 5 – 95,84%
Superiore a 5 – 95.70%

Tutte le quote – campione 150.018 – 97.34%

Come vedete, se puntate con le quote migliori che offre il mercato, potete essere molto competitivi in tutte le fasce, almeno da quello che si desume dai dati storici. Le quote competitive sono quelle uguali o inferiori a 2.50.

Questa ricerca dimostra due aspetti:

  1. Il valore è soprattutto nelle short odds sulle favorite (dovete però essere voi abili a saper selezionarle, senza selezione non andate da nessuna parte)
  2. Scommettete sempre (se possibile) le quote più alte che offre il mercato (anche questa è senza dubbio un’abilità)

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