Strategia: Vincere alle scommesse, il Segreto per trovare il metodo vincente

Vincere alle scommesse è una delle cose più difficili in assoluto perché i bookmakers sono un osso duro da battere. Ma in questo articolo vi insegneremo su quali parametri dovete concentrarvi per trovare la giusta strada.

Vincere alle scommesse: il segreto di Mendieta

Nella mia vita (più della metà dedicata alla ricerca su come vincere alle scommesse) ho studiato e letto tantissime strategie e articoli, video in inglese, guide, bibbie del betting, materiale scritto non dai primi che passano per la strada ma da quelli che sono considerati veri santoni del betting. La mia preparazione è quasi esclusivamente maturata in UK.

Vincere alle scommesse è una sfida durissima

Dalla teoria (utilissima) alla pratica però il salto è notevole.

Bisogna partire da un paradosso: per capire veramente qual è la strada giusta per vincere è quella di sperimentare, testare e quindi anche perdere (rispettando però il bankroll, con un money management veramente a prova di bomba nucleare). Ho perso per diversi anni, ho testato di tutto ed ho sbattuto la testa più e più volte su molte strategie, tecniche etc.

E’ necessario fare prove su prove per capire sulla propria pelle, impiegando cifre simboliche ed investendo in software, simulazioni, ricerche etc, annotandosi tutto su un quaderno come si faceva ai vecchi tempi.

Leggere consigli policamente corretti non vi porta da nessuna parte!

Nel web oramai si trova veramente di tutto, anche di personaggi che si atteggiano a professori ma in realtà sono solo perdenti e vi propongono tecniche, strategie e frasi fatte che forse andavano bene 10 anni fa.

Vi posso assicurare che sono al 90% perdenti, coloro che scrivono e regalano consigli politically correct. Gente che ha studiato qualcosa (il materiale sbagliato) ed è fuori strada e non ha reale esperienza sul campo, che segue solo una logica scritta da altri come loro che non hanno mai realmente testato. Sono solo abili venditori ma non sono capaci di pensare fuori dagli schemi. Di questi santoni ne ho piene le tasche sinceramente.

Quando ho iniziato a guadagnare e vincere nelle scommesse?

Quando ho iniziato a pensare fuori dagli schemi ma al tempo stesso ho tenuto presente 2 regole, le uniche veramente utili:

1) fare solo scommesse di valore, utilizzando quote di valore, cioè sbagliate dai book (ma anche su questo aspetto bisogna uscire da un equivoco che vi svelerò tra poco).

In genere si trovano solo nei mercati d’apertura o nelle prime fasi quando le quote vedono la luce e si confrontano con il mercato.

2) mettere a punto un sistema di money management a prova di bomba (prudenziale). Ed anche in questo caso bisogna fare dei test e degli stress test con cifre, in una prima fase, simboliche.

A che quote c’è valore atteso?

Ritorniamo al primo punto: le scommesse di valore. Usciamo dall’equivoco che le scommesse di valore sono quelle con le quote più alte: SBAGLIATO!

  • Le quote di valore che sono le quote sbagliate dai bookmakers, a prescindere dal livello delle odds: possono essere a 1.10 o 3.50 o 5.00 etc.

Indicativamente più le quote sono basse e più è alto il payout (il ritorno in vincite in % degli scommettitori) e vi abbiamo già spiegato il perché.

Abbiamo su questo blog pubblicato una ricerca che dimostra che il payout più alto è a 1.50 in giù!

  • Sulle quote più alte c’è il payout più basso perché i bookmakers tendono a scaricare l’aggio quasi esclusivamente su quelle quote.

Però ci sono fior di scommettitori che riescono a trovare quote sbagliate anche molto alte.

La mezza verità fuorviante….

Ed allora arrivo a bomba nel smentire quello che i santoni hanno promosso come una regola base per ogni strategia.

  • la proporzionalità tra DENARO INVESTITO-RISCHIATO / VINCITA POTENZIALE per ogni scommessa e metodo

I santoni (ed anche io all’inizio c’ero cascato come un pollo) sostengono che questa sia una regola inderogabile. SBAGLIATO!
Parola di Mendieta!

E’ una regola che si vende bene perché in teoria ha il conforto apparente della matematica, nella realtà quelle sono le strategie/tecniche più inflazionate e per questa ragione, si innescano meccanismi malsani per gli scommettitori: su quei range di quote c’è troppa richiesta e tutti provano quella tecnica che gli dà il conforto e l’illusione di un recupero facile delle vincite. In realtà il payout sarà più basso nel lungo periodo e rischiano di perdere dal 10% al 20%. Solo i più bravi si salvano.

Qual è il parametro fondamentale che osservano i vincenti

In realtà, i professionisti che vincono guardano ad un altro parametro che è il parametro fondamentale per arrivare a percorrere la strada vincente. Quando valutano un metodo o una linea delle quote si focalizzano sul WIN RATE (il rapporto del numero di vincite in % rispetto alle scommesse totali).

Ma il WIN RATE non è così sulla carta. Sulla carta a qualsiasi livello di quota i WIN RATE saranno tutti negativi (c’è l’aggio del banco e la commissione in exchange).

Il WIN RATE va valutato in base ad un corretto studio, selezione ed applicazione dei segnali potenziali.

E’ indifferente quale sia la quota o la proporzionalità della strategia tra potenziale somma vinta e potenziale somma rischiata.

Vincere alle scommesse: come ragionano i pro

Se ho un metodo (per esempio Over 1.5 live) che punto sempre a 1.40, non devo focalizzarmi sulla mia paura di perdere e sul parametro vinco 40 e perdo potenzialmente 100, quindi per recuperare una perdita ho bisogno di 2,5 bets giuste. No, il ragionamento che devo fare è quanto riesco ad indovinarle in un ciclo di 10 bets: se la mia media è di 8 su 10, quindi dell’80%, avrò un ROI (Return of investment) bestiale del 12%.

Un consiglio:

  • Se voi trovate un leak nella linea delle quote o in un particolare mercato, se le quote sono 1.10/1.20/1.30/1.40 o 3.00 per voi non conta nulla. L’importante che il win rate vi consenta di essere vincenti nel lungo periodo. La paura di perdere lasciamola ai perdenti.

Questo è quello che nessuno si è mai sognato di dirvi.

Quanti libri ho letto di scommettitori e trader che raccontavano le loro prime esperienze negative in questo senso: il problema è che sbagliavano strategia o selezione delle quote e dei match.

“Vincevo poco con costanza poi un giorno ho perso tutto il guadagno”, quante volte avete sentito questa frase?

Io rispetto i sistemi e le strategie di tutti, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma non spacciate regole a caso, dopo che avete testato un paio di strategie ed avete fallito.

Come funziona il win rate di una strategia: un esempio

Altro esempio. Se io scommetto a 1.10 perché so che in quel mercato le quote sono sbagliate (ad esempio Over 0.5 live), non vedo perché devo stare attento alla proporzionalità tra Investimento/rendimento. Se la quota è sbagliata e secondo i miei calcoli dovrebbe essere 1.05 ed invece è 1.10 perché non la dovrei prendere?

Perché è ad 1.10? Non fatevi condizionare dalla paura.

Se ho un win rate alto ed ho una media di 15 scommesse indovinate in un ciclo di 16 bets (1 sbagliata), rapporto 15 a 1, invece di 10 a 1 (quota 1.10), non vedo perché devo agire con la paura e non fare nulla. Il mio win rate è del 93,7% e non del 90% e quindi guadagnerò sicuro.

  • Per arrivare dal 90% al 93,7% però dovrete sudare parecchio e studiare, studiare, studiare.

La selezione e l’abilità di conoscere i mercati fanno la differenza e se io ho l’abilità di indovinarle 15 di fila non vedo perché devo rinunciarci.

Chi ha provato ed ha fallito in questo senso è perché non scommetteva su quote di valore. Invece di essere capace di cogliere gli sbagli del bookmaker, sbagliava lui stesso applicando la stessa strategia in campionati che conosceva poco e su squadre a lui sconosciute.

24 over di fila indovinati

Posso uscire fuori dal coro e permettervi di dirvelo perché vi ho appena dimostrato su Telegram che questa strada è possibile, dopo aver indovinato 24 over 0.5 primo tempo consecutivi usando un metodo matematico e scientifico. Ma non è per questo exploit che dobbiamo cantare vittoria, tale striscia vincente potrebbe essere isolata e dettata solo dalla fortuna del breve periodo.

Posso dirvelo dopo anni di betting alle spalle e dopo un confronto serrato con diversi professionisti che fanno questo di mestiere.

Il money management e le tecniche giuste fanno il resto. Logico che se scommettete sempre pari stake dovete essere sicuri al 100% che quella linea delle quote o quel mercato è sbagliato oppure sarete costretti a fallire il meno possibile (e dovete farlo dopo molti test).

Scommettere pari stake sulle quote prematch è un sistema ricco di difficoltà ma non impossibile se realmente quella linea delle quote è sbilanciata (ve l’ho dimostrato con gli Over 0.5 primo tempo) ma se usate dei Multimasa o delle strategie live per aumentare leggermente la quota (spesso nei live le quote non sono proprio ben calibrate dai bookmakers) avete molte più possibilità.

  • L’importante che evitate sistemi progressivi aggressivi per recuperare le perdite: questo sarà un errore fatale.

I due consigli per un corretto metodo per vincere alle scommesse

Però dovete seguire la prima regola fondamentale: rispettate il vostro denaro e quando testate una nuova tecnica, investite al massimo lo 0,5% del vostro bankroll (dovete perderne 200 di fila prima di azzerare il vostro budget). Questa deve essere la prima regola. Ancora meglio è fare simulazioni su un pezzo di carta. Almeno 200/300 scommesse, minimo.

La seconda: pensate con la vostra testa. Chi vi dice di guardare alla proporzionalità tra rischio/rendimento potenziale vi racconta una mezza verità ed ignora un parametro fondamentale: il win rate reale ma solo se utilizzate quel metodo nel modo corretto.

Chi vi racconta le mezze verità, in genere è uno scommettitore provetto solo sulla carta e vincente a parole, nella realtà è un perdente e per lui vincere alle scommesse sarà sempre una chimera.

Leggere manuali può essere molto utile ma non vuol dire nulla se non avete un grado di esperienza tale da poter valutare fino in fondo chi scrive. Prima di vincere… di pane nel betting bisogna mangiarne parecchio. Fidatevi!

Saluti dal vostro Mendieta!

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