Scommesse e Psicologia: 3 domande fondamentali a cui dare una risposta

Vi state chiedendo quale sia il nesso tra scommesse e psicologia? E’ quello che cercheremo di spiegarvi in questo articolo perchè la componente emotiva e psicologica è uno dei 3 aspetti fondamentali per diventare scommettitori vincenti, assieme alla gestione del bankroll e allo scommettere per valore.

Scommesse e psicologia

Perchè scommettiamo? Razionalità vs irrazionalità

Dovete comprare un’automobile nuova. Avete scelto il modello e il colore, e potete pagare la stessa identica auto 20.000 euro oppure 10.000 euro da due concessionari diversi. Quale sceglierete? Sembra una domanda stupida, anzi lo è, ma ci spiega come nella nostra vita cerchiamo di mettere in pratica decisioni razionali e logiche, ed evitiamo di fare scelte da valore atteso negativo e quindi sfavorevoli.

Lotto, Gratta e Vinci, Casinò, hanno tutti una caratteristica comune: hanno infatti valore atteso negativo. Possiamo vincere oggi, ma su un orizzonte temporale lungo (mesi o anni) non abbiamo possibilità di guadagnare. Eppure ogni giorno troviamo la fila al bar per scommettere al Lotto e la racolta annuale dei Casinò è costantemente in aumento!


Lo stesso ragionamento vale per le Scommesse. La maggior parte degli scommettitori è in negativo, si intestardisce a scommettere multiple e lenzuoli che sono matematicamente non vincenti nel lungo periodo. Eppure continuano a scommettere!
Il motivo principale di tutto queto è uno: chi scommette, spesso lo fa in modo irrazionale, cioè non applica i ragionamenti e la logica che invece applica quando deve comprare una nuova automobile.

Gran parte degli scommettitori non è in grado di valutare bene le probabilità degli eventi e le quote, e si lascia condizionare dalla fede sportiva, o da altre componenti irrazionali e non corrette. Spesso sottostima o sovrastima le probabilità di eventi che sono improbabili o quasi certi, creando una distorsione tra favoriti e sfavoriti.


Facciamo un esempio per essere più pratici: Inter – Fiorentina quota dell’1 a 1.7. Se scommettiamo su questo evento, significa che stiamo stimando che l’inter vinca più del 59% delle volte (per imparare a calcolare la probabilità vi rimandiamo alla guida che abbiamo pubblicato qualche settimana fa), infatti solo in questo caso noi staremmo facendo una scommessa per valore.
Ma quante volte ci capita di sentire amici al bar dire “questa sera l’inter vince sicuramente”? Il sicuramente nel calcio, come in qualunque altro evento, non esiste. Al più possiamo parlare di evento molto probabile, o poco probabile.

Perchè la pazienza è un fattore fondamentale?

Scommesse e psicologia hanno un collegamento molto forte, che si traduce in una qualità fondamentale da avere: la pazienza.

Il percorso per diventare uno scommettitore vincente è lungo e ricco di insidie. Senza la giusta disciplina è praticamente impossibile riuscire a battere i bookmakers. E’ inutile imparare a trovare una value bet, affidarsi ai giusti professionisti per avere pronostici, e dedicare ore allo studio e alla analisi delle partite e statistiche, se poi non si comprende l’aspetto psicologico delle scommesse.

Apriamo una piccola parentesi, citando il Teorema di Bernoulli, che forse avrete sentito nominare più spesso col nome di “Legge dei grandi numeri“:

All’aumentare del numero delle prove fatte (nel nostro caso, le prove sarebbero le scommesse fatte) il valore della frequenza tende al valore teorico della probabilita’.

Detto in termini più semplici, più scommesse facciamo, più è alta la probabilità che gli esiti degli eventi su cui abbiamo scommesso tendano alla probabilità reale dell’evento stesso.

Vediamo un esempio pratico e semplice da capire: consideriamo il lancio di una moneta. La probabilità che esca testa o croce è 50%.
Se lanciamo 2 volte la moneta, potrebbe uscire due volte testa, o due volte croce. Ciò non significa che la moneta sia truccata, ma solo che abbiamo avuto varianza che ha portato a esiti diversi da quelli attesi.
Se lanciamo 1000 volte la moneta, è praticamente sicuro che circa la metà delle volte sarà uscito testa, e l’altra metà croce. Cioè esattamente quanto ci aspettavamo per la legge dei grandi numeri.

Lo stesso ragionamento lo dobbiamo applicare anche nelle scommesse. Se applichamo un metodo vincente, non significa necessariamente che su un numero ridotto di prove/eventi saremo sicuramente in attivo. Abbiamo bisogno di fare tante scommesse applicando il metodo, per far sì che il nostro guadagno atteso si verifichi veramente. E’ questo il motivo per cui ripetiamo sempre quanto sia importante scommettere in bankroll, al massimo l’1% del capitale a disposizione per il betting: abbiamo bisogno di poter scommettere nel lungo periodo! E l’unico modo di poter fare tutto questo è essere pazienti.

Scommesse e psicologia: il tilt

Scommesse e psicologia: che cos’è il Tilt?

Il Tilt nelle scommesse e psicologia è quel momento in cui, a seguito di un evento negativo uno scommettitore smette di farlo in modo razionale, e inizia a farlo in modo del tutto irrazionale.

Un evento negativo può essere di varia natura, può essere qualcosa che non c’entra niente con le scommmesse, o può essere un periodo di varianza negativa in cui i risultati sono negativi e vediamo il nostro bankroll diminuire. Spesso capita quando sbagliamo un evento con quota molto bassa, e quindi un evento che aveva probabilità molto alta di verificarsi.

Ognuno reagisce al tilt in modo diverso, c’è chi inizia a scommettere importi più alti rispetto a quello a cui è abituato, nel vano tentativo di recuperare più in fretta una perdita. Oppure chi si mette a fare multiple con moltiplicatore altissimo con lo stesso obiettivo. Ma il risultato è sempre il medesimo: si finisce per scommettere in modo irrazionale, e quindi ad avere un guadagno atteso ancora più negativo cioè si finisce per perdere più soldi!

Diventa quindi importante riuscire a scommettere nel modo più lucido e distaccato possibile. Ogni giorno ci dobbiamo chiedere:

  • la scommessa che abbiamo fatto sono per valore?
  • abbiamo scommesso un importo corretto, rispettando le regole del bankroll?

Se la risposta a queste due domande è affermativa, allora abbiamo fatto il nostro dovere. Indipendentemente dal fatto che poi la scommessa si riveli vincente o perdente, abbiamo scommesso in modo disciplinato, applicando una logica e una strategia! Ed è così che ragiona e si comporta uno scommettitore professionista.


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