Scommesse: Guida alle dropping odds (primo capitolo) by Mendieta

Abbiamo appena pubblicato la nostra guida sulle Dropping Odds by Mendieta in regalo a novembre sul nostro canale Telegram esclusivo BetSchoolPro – Mendieta.

Potete leggere di seguito il primo capitolo della Guida:

Dropping odds: primo capitolo

Cosa sono le dropping odds? Sono le quote che calano nei mercati delle
scommesse prima dell’inizio di un evento sportivo.

Le quote rappresentano un prezzo e la probabilità che quel tipo di evento
accada. Quindi, più scende una quota e più il bookmaker ritiene che quel
evento sia probabile. Vero, ma solo in parte.

Una volta era così. Funzionava proprio in quel modo. Il bookmaker offriva sul mercato una quota corrispondente alla probabilità effettiva (in base a suoi calcoli molto accurati), in apertura, e difficilmente lo modificava, la quota poteva crescere o calare solo di pochi centesimi.

I quotisti avevano il controllo totale dei prezzi e le quote rappresentavano
l’effettiva probabilità che quel evento potesse accadere.

I volumi influenzavano relativamente le quote, il quotista aveva pieno potere sui prezzi (le odds, le quote) e cercava di scaricare il rischio sulle piattaforme di Betting Exchange. Le quote si muovevano solo di poco rispetto all’apertura.

Ma il mercato è cambiato molto negli ultimi anni e la tecnologia e lo scambio – in real time – di informazioni ha esautorato i quotisti. Il mercato ed i volumi hanno preso il sopravvento.

Oggi è diverso. L’avvento di internet tende ad uniformare le quote di tutti i bookmakers (preoccupati ad evitare arbitraggi), quindi non ci sarà mai una grossa differenza percentuale tra un book ed un altro. Quando le quote differiscono di parecchio, i mercati tendono ad uniformare il gap tra le quote.

Ma la questione è un’altra: è cambiato il concetto fondamentale della gestione del rischio dei bookmakers che, per garantirsi l’aggio (la commissione percentuale determinato dalla lavagna), spostano le quote anche di parecchi punti, in base ai volumi raccolti su un segno o un altro.

Non voglio affrontare con voi discorsi troppo tecnici ma andare al punto, al
nocciolo della questione: le quote, in apertura dei mercati, sono molto
uniformi tra un book e l’altro (le società di scommesse si copiano le quote o
usano gli stessi fornitori esterni che elaborano le quote). Difficilmente i
bookmakers hanno dei loro uffici quote, oramai è tutto esternalizzato e questo agevola il nostro lavoro.

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Dall’apertura alla chiusura le quote possono spostarsi di molto, con
variazioni percentuali anche importanti: tutto dipende dai volumi
raccolti.

Lo spostamento sovente influenza la quota che si allontana dalla reale ed effettiva probabilità che quel tipo di evento accada e nascono da questi spostamenti “errori” che possono essere sfruttati.

Questa è una questione chiave da comprendere e, a volte può succedere che
le quote si spostino a nostro vantaggio, altre volte contro.

Vi faccio due esempi banali per farvi capire.

Nella Lazio Immobile risulta positivo al Covid: la Lazio, nel match contro il
Crotone in trasferta, ha una quota di apertura di 1.70. Quindi la squadra di Inzaghi avrebbe il 58,8% di possibilità di fare i 3 punti e vincere.

Arriva però la notizia del recupero di Immobile (che non è più positivo al
Covid19 e può giocare) e i quotisti abbassano la quota a 1.60. Per loro la
Lazio ora ha il 62,5% di possibilità di vincere. Immobile vale un 4,5% secondo gli esperti quotisti.

In questo caso, come potete capire, il mercato esprime in maniera nitida la
percentuale effettiva delle probabilità di vittoria dei laziali che è diventata del 62,5%.

Mettiamo invece caso che sulla Lazio si riversano volumi importanti perché
alcuni tipster molto popolari hanno consigliato la Lazio vincente. In questo
caso la quota passa da 1.70 (apertura) a 1.60, perché i bookmakers
commerciali vogliono bilanciare il rischio, cioè sono troppo esposti sulla
vittoria della Lazio e abbassano il prezzo per cautelarsi ed alzare le quote
sull’X e il 2 (in modo da attirare più gioco su quei due segni).

In questo caso siamo passati da 1.70 a 1.60, ovvero dal 58% al 62,5% su un
comune bookmakers commerciale sul quale, in genere, gli scommettitori
puntano su schedine e multiple ed hanno tutti – in questo caso – giocato la
Lazio.

Ma in questa ipotesi, non è affatto vero che la Lazio abbia maggiori possibilità di vincere (62,5% non è l’effettiva probabilità di vittoria).

E’ importante capire le dinamiche e le motivazioni che spostano le quote, perché se noi riuscissimo a capire il perché una quota sia passata (su un book XY) da 1.70 a 1.60, noi potremmo avere maggiori possibilità di capire se quella quota può essere interessante per un pronostico, può avere valore atteso oppure non lo ha affatto.

Una quota si abbassa perché le probabilità reali sono aumentate (vedi
recupero di Immobile) oppure la quota della Lazio si abbassa solo perché c’è una massa di scommettitori della domenica che stanno scommettendo sulla squadra di Inzaghi? E’ importante capirlo perché la quota dell’avversario contestualmente della Lazio può alzarsi (e/o il pareggio) e potrebbe avere un enorme valore atteso.

Questa è solo la parte introduttiva. Per conoscere tutto sulle dropping odds vi invitiamo a leggere la nostra guida completa in regalo a chi si abbona per almeno un mese a BetSchoolPro, la scuola di betting di Totalscommesse. Contattaci per scoprire le modalità.

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